Un nuovo documento del CNDCEC si sofferma sui reati informatici rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti

Di Maria Francesca ARTUSI

Il tema della digitalizzazione nell’attività di impresa e nell’attività professionale è sempre più all’ordine del giorno, anche con riferimento ai rischi connessi all’utilizzo di strumenti informatici sempre più pervasivi.
A tale proposito il CNDCEC ha pubblicato ieri il documento “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa”, redatto da una Commissione di studio dedicata, mossa dall’esigenza di offrire ai commercialisti uno strumento di analisi e approfondimento. L’obiettivo – come sostiene il documento stesso – è quello di favorire una maggiore consapevolezza dell’interazione tra cybersecurity, governance e modelli organizzativi adottati ai sensi del DLgs. 231/2001.

In proposito, infatti, viene evidenziato come il “rischio informatico” non possa più essere considerato un profilo esclusivamente tecnico, ma debba essere inserito all’interno dei sistemi di organizzazione, gestione e controllo dell’ente.
Viene così proposta una lettura integrata dei principali profili normativi, organizzativi e operativi connessi alla gestione del rischio cyber, soffermandosi sui reati informatici rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti, sull’analisi dei rischi e delle aree sensibili, sull’aggiornamento dei modelli 231 e dei protocolli interni, nonché sul ruolo delle best practices e degli standard internazionali nella costruzione di adeguati presidi di sicurezza…