Rischi da presidiare e strumenti da valorizzare: dalla compliance tradizionale all’“osservazione aumentata”

Di Paolo VERNERO

La diffusione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali non è più un fenomeno emergente da monitorare a distanza, ma una realtà che ridisegna strutturalmente l’ecosistema in cui operano le imprese e, con esse, i soggetti deputati al controllo interno. Il tema è quanto mai attuale anche alla luce del recente DLgs. 47/2026, che impone agli amministratori e agli organi di controllo di adottare e monitorare un sistema di gestione dei rischi formale ed evoluto.

L’Organismo di vigilanza, istituito ai sensi del DLgs. 231/2001, si trova oggi a fronteggiare una sfida duplice e per certi versi inedita: da un lato, deve vigilare sui nuovi rischi che derivano dall’impiego di sistemi di IA all’interno dell’organizzazione; dall’altro, può – e in prospettiva deve – avvalersi di quegli stessi strumenti per elevare la qualità, la tempestività e l’efficacia della propria vigilanza…