Sulla base della strategia di revisione viene definito un piano dettagliato di intervento

Di Stefano DE ROSA

Secondo il principio di revisione ISA Italia 300, una pianificazione adeguata del lavoro permette al revisore, tra l’altro, di:
– dedicare la dovuta attenzione ad aree importanti della revisione;
– identificare e risolvere tempestivamente eventuali problemi;
– organizzare e gestire adeguatamente l’incarico di revisione affinché sia svolto in modo efficace ed efficiente;
– selezionare adeguatamente i membri del team di revisione con un livello appropriato di capacità e competenze per fronteggiare i rischi attesi;
– agevolare le attività di direzione e di supervisione dei membri del team di revisione e il riesame del loro lavoro;
– fornire supporto, ove applicabile, al coordinamento del lavoro svolto dai revisori delle componenti e dagli esperti.

Tale attività assume, pertanto, particolare rilevanza anche per i revisori delle nano imprese che, successivamente alla propria nomina si troveranno a dover definire, in primo luogo, una strategia generale di revisione, sulla base della quale predisporre poi un piano dettagliato di intervento.

Come indicato nel documento del CNDCEC “Approccio metodologico alla revisione legale affidata al collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni” (di aprile 2018), al fine di determinare una strategia di revisione, il professionista deve approfondire la conoscenza dell’impresa da revisionare, tenendo in considerazione le informazioni già ottenute nella fase preliminare di accettazione dell’incarico. In tale sede il revisore deve:
– identificare le caratteristiche dell’incarico che ne definiscono la portata;
– determinare gli obiettivi dell’incarico con riferimento all’emissione delle relazioni, per pianificare la tempistica della revisione e la natura delle comunicazioni previste;
– considerare i fattori che, secondo il suo giudizio professionale, sono significativi nell’indirizzare il lavoro del team di revisione;
– considerare i risultati delle attività preliminari dell’incarico;
– determinare la natura, la tempistica e l’entità delle risorse necessarie per lo svolgimento dell’incarico.

A tal proposito, nelle Linee guida del CNDCEC per la revisione nelle nano imprese si sottolinea come in tali società il lavoro di revisione possa essere interamente svolto da un team molto ristretto, ad esempio, con il responsabile dell’incarico che svolge le procedure con un solo collaboratore (ovvero senza l’ausilio di un team di revisione, riducendo così i tempi di coordinamento e di comunicazione).

In particolare, viene evidenziato come, nell’ambito della pianificazione, la definizione della strategia generale di revisione per una nano impresa non rappresenti necessariamente un’attività complessa o laboriosa. Come documentazione delle procedure svolte in tale ambito può risultare, infatti, sufficiente un breve memorandum, dove vengono descritti gli aspetti sopra evidenziati. A ciò si aggiunga che in tali tipologie di società il revisore potrà decidere di non fare affidamento sulle procedure di controllo interno “non ritenendole idonee a prevenire, prima che siano commessi, o a individuare e correggere, se già posti in essere, errori significativi”.

Se decide di seguire tale approccio, il revisore della nano impresa non sarà tenuto a effettuare test sull’efficacia operativa del sistema di controllo interno e privilegerà le procedure di validità che vengono svolte, prevalentemente, nella successiva fase di final. A fronte di una strategia non particolarmente complessa, potrebbe, invece, essere necessaria la predisposizione di un piano operativo maggiormente dettagliato che tenga conto del fatto, appunto, che il sistema di controllo interno è spesso meno formalizzato.

Fonte: Eutekne.info