Il MEF pubblica gli elenchi comprensivi degli enti pubblici, delle fondazioni e delle altre società controllate pubbliche inclusi dal DL n. 148/2017

Di Emanuele GRECO

In attesa del decreto ministeriale che definisca normativamente l’ambito soggettivo dei destinatari dello split payment per il 2018, il Ministero dell’Economia e delle finanze provvede alla pubblicazione degli elenchi rilevanti per il prossimo anno, tenendo conto delle modifiche di cui al DL 148/2017 (conv. L. 172/2017).
Gli elenchi sono consultabili sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF (http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/) ed è possibile effettuare la ricerca per codice fiscale.

La pubblicazione degli elenchi per il 2018 include, dunque, tutte quelle società ed enti che diverranno destinatari di operazioni in split payment a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Il DL 148/2017 ha esteso, sotto il profilo soggettivo, il novero dei destinatari cui si applica il meccanismo dello split payment ex art. 17-ter del DPR 633/72.
Oltre alle pubbliche amministrazioni e alle società già soggette alla disciplina dal 1° gennaio 2015 ovvero dal 1° luglio 2017 (DL 50/2017), per le fatture emesse a decorrere dal 1° gennaio 2018 rientrano in qualità di destinatari dello split payment anche:
– le società controllate, direttamente o indirettamente, dalle Pubbliche Amministrazioni centrali diverse dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri, dalle pubbliche amministrazioni locali diverse da Regioni, Province, Comuni e Unioni di Comuni;
– gli enti di previdenza;
– le aziende speciali;
– le aziende pubbliche di servizi alla persona;
– gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali;
– le fondazioni partecipate da pubbliche amministrazioni (destinatarie di fatture in formato elettronico), per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
– ulteriori società partecipate pubbliche, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da parte delle P.A. e da parte delle società controllate dalle P.A.

Di conseguenza, i sei elenchi disponibili sul sito del Dipartimento delle Finanze complessivamente comprendono, per il 2018:
– le società controllate di fatto, direttamente o indirettamente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (art. 2359 comma 1 n. 2) c.c. );
– gli enti o società controllate, direttamente o indirettamente, dalle amministrazioni centrali;
– gli enti o società controllate, direttamente o indirettamente, dalle amministrazioni locali;
– gli enti o società controllate, direttamente o indirettamente, dagli enti nazionali di previdenza e assistenza;
– gli enti, fondazioni o società partecipate, direttamente o indirettamente, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, dalle Amministrazioni Pubbliche;
– le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

I soggetti interessati, fatta eccezione per le società quotate nell’indice FTSE MIB, potranno segnalare eventuali mancate o errate inclusioni, fornendo idonea documentazione a supporto, utilizzando l’apposito modulo di richiesta presente sul sito del Dipartimento delle Finanze, allegando la visura camerale.
Come per il 2017, gli elenchi non includono le amministrazioni pubbliche, anch’esse destinatarie degli obblighi di split payment, per le quali è possibile fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’Indice delle pubbliche amministrazioni (www.indicepa.gov.it).

La pubblicazione degli elenchi per il 2018 è di supporto nel definire l’ambito soggettivo delineato dalle modifiche ex art. 3 del DL 148/2017, non di immediata comprensione.
Peraltro, come ha indicato la circ. Agenzia delle Entrate n. 27/2017, gli elenchi delle società e degli enti destinatari dello split payment hanno efficacia costitutiva.
Le eventuali attestazioni rese dai soggetti che si reputano interessati dallo split payment non hanno rilevanza nei confronti dei fornitori se non riguardano soggetti inseriti in uno degli elenchi pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del MEF.

Per quanto riguarda gli elenchi pubblicati per l’anno 2017, invece, il Ministero dell’Economia e delle finanze provvede, dopo l’ultima rettifica datata 31 ottobre 2017, a un’ulteriore rettifica relativa a quattro soggetti: tre di essi vengono esclusi, mentre una società viene inclusa tra coloro che sono destinatari dello split payment.